Già da diverso tempo la comunicazione sui Social Network si è arricchita di uno strumento molto prezioso nell’ambito del marketing: l’Hashtag.

Il termine nasce dall’unione di 2 vocaboli inglesi: “Hash”, vale a dire “cancelletto”(#) e “tag”, cioè “etichetta”. Per maggior chiarezza, riportiamo la definizione che fornisce il Dizionario Treccani: “In alcuni motori di ricerca e, in particolare, in siti di microblogging, parola o frase (composta da più parole scritte unite), preceduta dal simbolo cancelletto (#), che serve per etichettare e rintracciare soggetti di interesse”.

Un hashtag è un modo per raggruppare i contenuti dei social network (inizialmente Twitter, oggi anche Instagram, Facebook, PinterestGoogle plus ) per argomento e consentire agli utenti interessati ad una certa materia di trovare rapidamente i contributi online ad essa correlati.

Come funziona: quando si pubblica un contenuto, inserendo nel post un elemento costituito dal carattere “cancelletto” (#) seguito (senza alcuna spaziatura) dall’argomento del quale principalmente si parla in quel contributo, si rende immediatamente disponibile il nostro intervento a chi, digitando nella stringa di ricerca del Social Network quell’hashtag (o cliccando direttamente da un post), mostri interesse per quell’argomento specifico e voglia trovare tutte le informazioni ad esso correlate.

Vediamo ora come l’hashtag possa effettivamente aiutare il nostro business: il corretto utilizzo o addirittura la creazione di un hashtag di grande interesse ci aiuta ad incrementare la nostra popolarità, proprio perché abbiamo la possibilità di portare all’attenzione del pubblico interessato al tipo di prodotto (o servizio) che commercializziamo i contenuti che pubblichiamo, anche laddove l’utente non conosca direttamente il nostro esercizio, marchio o pagina.

A titolo di esempio, se un parrucchiere sulla propria pagina Facebook o sul proprio profilo Twitter descrive la linea di prodotti che utilizza nel proprio salone, potrebbe utilizzare l’hashtag #ProdottiPerCapelli, ottenendo così che chiunque digiti quell’hashtag in particolare trovi, tra i risultati, anche il link alla sua pagina: l’utente (che ha effettuato la ricerca perché, per esempio, desidera cambiare shampoo), pur non cercando direttamente il Salone ha un’occasione per arrivare a conoscerlo.

Non sfuggirà quanto sia importante la scelta dell’hashtag più adatto a raggiungere il bacino di utenza di nostro interesse, pertanto è consigliabile spendere qualche tempo a digitare a nostra volta nelle stringhe di ricerca le ipotesi possibili per verificarne l’efficacia in termini di diffusione dell’utilizzo (esistono online dei veri e propri elenchi da poter consultare).

Nel caso in cui, addirittura, volessimo inventare un nuovo hashtag, con la speranza di farlo crescere e diffondere rapidamente tanto da farlo diventare un nostro tratto distintivo, è fondamentale studiare una formula che sia il più possibile specifica, attinente e diretta.

Evidenziamo che, laddove si volesse creare e pubblicizzare un’iniziativa, una promozione, una campagna mirata, l’invenzione dell’hashtag giusto può costituire la discriminante tra far decollare l’evento o farlo inabissare ignominiosamente. Non ci sono molte regole fisse, tuttavia, nella creazione di un hashtag: è sufficiente digitare il cancelletto ed immediatamente dopo il concetto che si vuol evidenziare.

Sono consentiti tutti i caratteri alfanumerici, mentre sono esclusi :

  • lo spazio (l’hashtag, appunto, inizia con il cancelletto (#) e termina con il primo spazio inserito. Nel caso in cui il concetto da esprimere contenga più parole, è preferibile utilizzare la lettera maiuscola per ogni nuova parola, ad esempio #ServiziWebProfessionali);
  • *, % : ;  e la punteggiatura in senso lato, fatta eccezione per l’underscore (_), che è ammesso;
  • @ perché questo simbolo è utilizzato per taggare gli altri utenti che interagiscono sui social network.

Sebbene di recente si vedano spesso interventi sul web “crivellati” di hashtag più o meno pertinenti, è bene ricordare che l’hashtag deve rimanere uno strumento immediato e pratico, non deve appesantire eccessivamente i post (ad esempio, su Twitter è generalmente considerato inappropriato inserire più di 2 hashtag in un tweet) e soprattutto deve essere strettamente pertinente all’argomento che proponiamo, altrimenti otterremo un risultato deprecabile, vale a dire indisporre chi, eseguendo una ricerca e trovando il link al nostro contenuto, si ritrovi stizzito a dover leggere qualcosa di affatto interessante, semplicemente perché corredato da un hashtag non corretto.

In definitiva: l’hashtag è un potente strumento nelle nostre mani, un alleato per il nostro successo ed è importante sfruttarlo con intelligenza per raggiungere i risultati che ci siamo prefissati.

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Foto: Fotolia

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